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Salute

Cosa fare se la febbre nei bambini non scende? Il passo essenziale prima di preoccuparsi

📅 17 Agosto 2026✍️ di Martina Carrassi⏱️ 4 min di lettura

Prima di preoccuparsi, ricontrolla la temperatura e osserva il bambino. Misura bene, poi valuta come sta, non solo il numero. Idratazione e ambiente fresco sono il primo intervento.

Il passo essenziale: misurare bene, osservare meglio

La febbre che “non scende” spesso è una febbre misurata male o interpretata fuori contesto. Usa un termometro digitale affidabile. Nei lattanti, la via rettale è la più accurata; nei più grandi, ascellare o orale (se collaborano). Evita i timpatici nei sotto i due anni se non sei pratico.

Attendi 15 minuti dopo bevande calde o fredde. Asciuga la pelle. Misura, attendi almeno 2 minuti e ripeti. Annota orario, valore, eventuale farmaco e dose. Questo diario evita sovrapposizioni e paure inutili.

Poi guarda il bambino: è vigile? Respira senza fatica? Beve e urina? Ha la bocca umida e le lacrime quando piange? È il suo stato generale, più del grado esatto, a guidare le scelte secondo le indicazioni del Ministero della Salute.

Prime due ore: cosa fare senza panico

  • Liquidi a piccoli sorsi: acqua, soluzione reidratante orale, ghiaccioli. Se allattato, più poppate.
  • Ambiente: 20–22 °C, aria ricambiata. Niente stanze surriscaldate.
  • Vestiti leggeri, strati facili da togliere. Evita coperte pesanti.
  • Spugnature tiepide solo se gradite. No bagni freddi, no alcol.
  • Riposo, contatto, storie tranquille. Lo stress alza la temperatura percepita.

Antipiretici solo se il bambino è infastidito o dolorante, non per “normalizzare” il numero. Paracetamolo o ibuprofene sono le scelte comuni, ma rispetta il bugiardino e le indicazioni del pediatra. In generale: paracetamolo dai 10–15 mg/kg; ibuprofene 5–10 mg/kg (non sotto i 6 mesi, e mai in caso di vomito persistente, disidratazione o sospetta varicella). Non alternare automaticamente i due farmaci e non superare le dosi massime giornaliere. Evita l’aspirina in età pediatrica.

Dopo la somministrazione attendi 30–60 minuti. Non misurare ogni cinque minuti: osserva invece se il bambino si rilassa, gioca, chiede da bere. Se sta meglio, il piano è corretto anche se il termometro resta più alto di quanto vorresti.

Quando chiamare il pediatra, quando andare in PS

  • Sotto i 3 mesi con temperatura ≥38 °C: valutazione medica in tempi rapidi.
  • Febbre ≥39,5 °C che persiste oltre 24 ore sotto i 2 anni, o oltre 48–72 ore sopra i 2 anni.
  • Respiro accelerato, rientramenti delle costole, labbra bluastre, difficoltà a parlare o piangere.
  • Letargia marcata, irritabilità inconsolabile, confusione, rigidità nucale, mal di testa intenso.
  • Segni di disidratazione: niente pipì da oltre 8 ore, bocca asciutta, pianto senza lacrime.
  • Vomito ripetuto o rifiuto totale dei liquidi.
  • Macchie cutanee rosso-violacee non scompaiono alla pressione.
  • Dolore forte e localizzato (orecchio, addome, articolazioni) o zoppia improvvisa.
  • Convulsioni o primo episodio di Convulsioni febbrili.
  • Patologie croniche, immunodeficienze, recente viaggio, terapia antibiotica in corso.

Se qualcosa “non torna” nel tuo sguardo di genitore, chiama il pediatra anche prima delle scadenze temporali. La tua osservazione vale più di ogni algoritmo.

Perché la febbre a volte non scende (e va bene così)

La febbre è una risposta di difesa. Non è una malattia, ma un segnale che il sistema immunitario lavora. Gli antipiretici alleviano il malessere, non “spengono” l’infezione. Un calo parziale (da 39,5 a 38,3 °C) è già un buon risultato. L’obiettivo è il comfort del bambino, non il 36,5 perfetto.

Picchi serali sono comuni. Le infezioni virali dei primi anni di vita possono dare febbre per 2–3 giorni senza altri segni allarmanti. Ciò che conta è la traiettoria clinica: se beve, urina, riposa e ha momenti di gioco, la gestione domestica è spesso sufficiente.

Errori comuni da evitare

  • Coprirlo troppo o sudarlo “per farla passare”. Peggiora il malessere.
  • Bagni freddi o impacchi ghiacciati. Attivano brividi e alzano la temperatura interna.
  • Misure ossessive ogni pochi minuti. Creano ansia e confondono la valutazione.
  • Alternare farmaci senza schema medico. Aumenta il rischio di sovradosaggio.
  • Usare cucchiai da cucina per sciroppi o dosi “a occhio”.
  • Dare antibiotici senza prescrizione. La febbre non è sinonimo di batteri.
  • Affidarsi ai termometri a infrarossi da fronte come unica misura. Buoni per screening, non per decisioni cliniche.

Piccoli accorgimenti che fanno la differenza

  • Offri liquidi ogni 10–15 minuti, anche pochi sorsi.
  • Proponi cibi leggeri e graditi; niente forzature.
  • Arieggia la stanza; evita fumo, profumi intensi, rumore.
  • Mantieni routine semplici: luci soffuse, sonnellini brevi frequenti.
  • Tieni un diario di febbre, farmaci, bevute e pipì. Aiuta il pediatra.

Nel mio lavoro con gli anziani ho imparato che la calma è terapeutica. Vale anche con i bambini: presenza, contatto, respiro lento. Il corpo segue quando la mente si sente al sicuro. E la febbre, nella maggior parte dei casi, fa il suo corso e scende.

Martina Carrassi

Martina ha lavorato per anni in una casa di riposo e ha appreso quanto il benessere sia un equilibrio tra corpo e mente. Condivide idee su come prendersi cura dei propri cari anziani, grazie anche alle esperienze vissute con sua madre.